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FORME

FORmazione MEtodologica

Workshop per ricercatori 

 

In questa sezione sono riportati tutti i workshop gratuiti offerti a persone che svolgono attività di ricerca per lavoro, principalmente accademici. 

 

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Un'introduzione alla latent class analysis

 

Angela Sorgente, Università Cattolica del Sacro Cuore

 

Edizione I: 23 settembre 2022

 

Tra le tecniche di analisi person-centered, cioè utili per individuare dei profili di persone  caratterizzate da certi pattern di variabili, la Latent Class Analysis si distingue per la sua capacità di stimare delle classi latenti di persone a partire da un set di variabili categoriali. Ad esempio, sulla base di un insieme di risposte date a item categoriali, si possono individuare dei sottogruppi di persone che hanno fornito risposte simili e quindi identificare diversi profili/classi all’interno di un campione. Questa tecnica di analisi (assieme alle sue estensioni longitudinali) ha vissuto una notevole diffusione negli ultimi anni. Il seminario ha l’obiettivo di presentare i fondamenti della Latent Class Analysis, illustrandone diverse esemplificazioni in ambito psicologico.

Implicit measures

 

Ottavia EPIFANIA, Università degli Studi di Padova e Università Cattolica del Sacro Cuore

 

Edizione I: 9 giugno 2022

 

Throughout the past 20 years, the implicit assessment of psychological constructs has become vastly popular in social sciences. But what does implicit mean? In this seminar, an excursus on the meaning and implications of the term implicit will be provided, along with an introduction on the most common implicit measures, such as the Implicit Association Test (IAT) and the Go/No-go Association Task (GNAT). The scientific evidence and theoretical thinking that lead to the shift from the identification of implicit with the unconscious to its identification with indirect measurement will be given particular attention. A practical application with the IAT will be carried out. Specifically, the use of software Inquisit for developing the IAT will be illustrated. The IAT data will be collected and analyzed through the implicit Measures package in R.

La knowledge space theory per la valutazione formale delle conoscenze

 

Pasquale ANSELMI, Università degli Studi di Padova

 

Edizione I: 22 aprile 2022

 

La knowledge space theory (KST) è un approccio formale alla valutazione delle conoscenze sviluppato da Jean-Claude Falmagne e Jean-Paul Doignon negli anni ‘80. La KST fornisce una rappresentazione non-numerica, ma comunque precisa, di ciò che uno studente sa e non sa in un certo dominio disciplinare nei termini dei problemi che è in grado di risolvere e delle abilità che possiede. Alcuni dei vantaggi offerti dalla KST e dalle sue estensioni sono la valutazione adattiva delle conoscenze, la costruzione di strumenti massimamente informativi circa le abilità possedute dagli studenti, la possibilità di definire percorsi di apprendimento individualizzati e la possibilità di valutare l’efficacia degli interventi didattici nel promuovere l’acquisizione di specifiche abilità.

Incorporare le pratiche di Open Science nei propri progetti di ricerca

 

Cristina ZOGMAISTER, Università degli Studi di Milano-Bicocca

 

Edizione I: 24 febbraio 2022

 

L’Open Science ha varie ricadute positive per il singolo ricercatore e per la comunità scientifica in generale. Inoltre, è spesso incentivata, o persino richiesta, dagli enti finanziatori. Fare Open Science richiede alcune modifiche nel proprio modo di fare ricerca e la comunità scientifica negli ultimi anni ha sviluppato diversi strumenti per facilitare l’adozione di queste pratiche. In quest’intervento verranno presentati alcuni strumenti per l’implementazione dell’Open Science nelle proprie ricerche. Verrà inoltre descritta una nuova iniziativa italiana che ha l’obiettivo di sostenere queste pratiche, l’Italian Reproducibility Network.

Condivisione dei dati e cura delle persone nella scienza aperta: uno sguardo etico

 

Margherita PASINI, Università degli Studi di Verona

 

Edizione I: 27 gennaio 2022

 

La consapevolezza che i dati che derivano dalla ricerca scientifica siano una risorsa da condividere è sempre più presente nella comunità scientifica. Nel 2016 viene pubblicato nella rivista Scientific Data un articolo, curato da 53 autori, che illustra i cosiddetti principi FAIR, che riguardano dati, metadati e infrastrutture, che sono stati ripresi dalle Linee Guida del programma Horizon 2020 della Commissione Europea. Vi è dunque una spinta forte e con solide motivazioni perchè i dati che la ricerca scientifica produce siano FAIR, ovvero Findable, Accessible, Interoperable and Reusable. I benefici di questo orientamento sono evidenti: si tratta di benefici che riguardano prima di tutto la ricerca scientifica in sè, così come la comunità dei ricercatori, gli enti finanziatori, e gli stessi ricercatori che attuano la condivisione. Tuttavia, questi principi richiedono al mondo della ricerca, in particolare a coloro che fanno ricerca attraverso un processo che coinvolge persone come partecipanti, una particolare attenzione che assume connotati sia giuridici che etici. Il processo decisionale che viene attivato per garantire l’etica della ricerca, condotto anche attraverso l’operato degli Institutional Review Board (IRB), include preoccupazioni molto importanti per la protezione dei diritti dei partecipanti, e si estende anche alle responsabilità etiche che i ricercatori hanno nei confronti degli stessi partecipanti, così come della comunità accademica e della stessa comunità umana. Tali responsabilità etiche hanno il potenziale sia di limitare che di motivare la condivisione dei dati, ed è fondamentale dare spazio a discussioni e posizioni etiche che possano aiutare coloro che fanno ricerca, perchè il paradigma della Scienza Aperta sia assunto con responsabilità.

Questioni di misurazione per i dati relazionali

 

Semira TAGLIABUE, Università Cattolica del Sacro Cuore

 

Edizione I: 15 ottobre 2021

 

Nelle ricerche sulle relazioni interpersonali si utilizzano spesso degli strumenti self- report compilati da entrambi i partner della relazione. Questo solleva alcune questioni metodologiche e psicometriche che verranno discusse in questo seminario introduttivo. Ci sarà poi la possibilità di partecipare a un workshop a pagamento nel pomeriggio sull’analisi dell’invarianza cross-informants e cross-relazionale.

Un'introduzione alla network analysis applicata alla psicologia della personalità

 

Giulio COSTANTINI e Daniele ROMANO, Università degli Studi di Milano-Bicocca

 

Edizione I: 21 maggio 2021

 

I network sono stati recentemente proposti come un modello delle dinamiche di personalità che possa fungere da complemento ai modelli a variabili latenti. Durante il seminario, sono stati presentati diversi network in modo tale che permettessero di rappresentare diversi tipi di informazione. Sono stati discussi, inoltre, tecniche che permettono di combinare la network analysis e l’analisi fattoriale in modelli confirmatori. Il seminario ha incluso dimostrazioni in R.

 

Multilevel Modeling: Different Research Fields and Research Design

TPM special issue

 

ChairMichela ZAMBELLI, Università Cattolica del Sacro Cuore

PresentationsBen KELCEYAngela SORGENTEStephanie COOKAnnalisa THEODOROUFlora GATTIAndrea BAZZOLI

Discussant: Semira TAGLIABUE, Università Cattolica del Sacro Cuore

 

Edizione I: 26 marzo 2021

 

In 2020 TPM (Testing, Psychometrics, Methodology in Applied Psychology) published a Special Issue in which several contributions by Italian and international scholars discussed the updated applications of multilevel modeling. This international seminar gave the opportunity to listen to authors’ point of view regarding multilevel methodology and techniques and to discuss on their future development..​

 

Separare il segnale dal rumore: alcune conseguenze positive della crisi di replicabilità

in psicologia

 

Marco PERUGINI, Università degli Studi di Milano-Bicocca

 

Edizione I: 5 febbraio 2021

 

La recente crisi di replicabilità in Psicologia ha attirato molta attenzione e sta iniziando ad avere un impatto sulle pratiche di ricerca. A partire da essa, sono state indicate alcune condizioni per aumentare la probabilità di ottenere risultati replicabili. L’accento è stato posto su pratiche metodologiche e di ricerca concrete che aumentano la probabilità di progettare studi informativi e di fare inferenze corrette dai dati, aiutando quindi i ricercatori a separare il segnale dal rumore.​

 

Il calcolo della potenza statistica mediante l'uso del tool G*Power

 

Pietro CIPRESSO, Università Cattolica del Sacro Cuore

 

Edizione I: 23 gennaio 2020

 

La power analysis permette di anticipare la probabilità che uno studio conduca a riscontrare effetti significativi. Viceversa, l’obiettivo di una power analysis condotta dopo aver eseguito uno studio è calcolare il power raggiunto a partire dalla constatazione dell’efficacia degli altri tre fattori del modello (dimensione campionaria, dimensione dell'effetto, criterio di significatività α, dove α è la probabilità di errore del I Tipo). Il seminario ha introdotto i partecipanti alla power analysis e alla sua applicazione tramite l'utilizzo del tool G*Power. Nel corso si è trattato in modo pratico con il software G*Power, sia la stima dell'ampiezza campionaria, sia la potenza ottenuta con una precisa analisi della misura dell'efficacia, oltre al mero valore del pvalue, in sperimentazioni scientifiche.

 

Il modello lineare generalizzato: modelli per variabili categoriche, frequenze e distribuzioni non normali

 

Marcello GALLUCCI, Università degli Studi Milano-Bicocca

 

Edizione I: 30 Maggio 2019

 

Il seminario ha presentato e discusso il modello lineare generalizzato, con particolare focus sul modello di regressione logistica, di Poisson e multinomiale. Lo scopo del seminario era quello di dimostrare come semplici nozioni mutuate dalla regressione lineare e dall’ANOVA possano essere applicate a modelli avanzati nei quali la variabile dipendente è dicotomica, categorica o esprime frequenze. Differenti software sono stati utilizzati in modo da rendere la parte pratica utile per studenti con diversi background, indipendentemente dalle competenze informatiche.

 

I disegni diadici e gruppali per la ricerca psicologica

 

Semira TAGLIABUE, Università Cattolica del Sacro Cuore

 

Edizione I: 29 Marzo 2019

 

Sono stati presentati i fondamenti della ricerca su dati diadici e gruppali affrontando il tema della non-indipendenza dei dati, i principali disegni di ricerca disponibili e facendo anche brevi  accenni ai modelli per l’analisi dei dati.

 

Introduzione all'open science

 

Margherita LANZ, Università Cattolica del Sacro Cuore

 

Edizione I: 22 Febbraio 2019

 

La psicologia è andata incontro negli ultimi anni a una cosiddetta “crisi di riproducibilità” che ha comportato uno sforzo nel rendere il processo di ricerca psicologica e la comunicazione scientifica metodologicamente corretta, con elevati standard scientifici e con una trasparenza rispetto alle procedure e all’analisi dei dati. L’approccio Open Science sta portando ad un ampio dibattito in merito ai valori e alle procedure da utilizzare. Il seminario è stato una prima introduzione a questo tema presentando lo stato dell’arte e le questioni aperte per la pratica della ricerca.

 

Il software R: corso base

 

Pietro CIPRESSO, Università Cattolica del Sacro Cuore

 

Edizione I: 8 Febbraio 2019

Il corso base di R ha illustrato gli elementi di base per poter svolgere le analisi statistiche. Obiettivo principale è stato quello di fornire strumenti per installazione, configurazione e gestione del software necessario per implementare algoritmi accedendo a pacchetti specifici del linguaggio e fornendo le necessarie capacità di lettura e gestione dello stesso con l’uso di esempi e applicazioni pratiche.

 

I modelli dell'item response theory (IRT) nell'assessment psicologico

 

Caterina PRIMI, Università di Firenze

 

Edizione I: 25 gennaio 2019

I Modelli dell’Item Response Theory (IRT) sono un approccio psicometrico che consente di misurare la probabilità di rispondere al test in funzione del livello di tratto latente posseduto e delle caratteristiche degli item che compongono il test. Nato nell’ambito dei test di performance, negli ultimi anni è stato applicato per l’analisi delle proprietà psicometriche di strumenti per la valutazione clinica, permettendo quindi un’indagine più sofisticata rispetto ai tradizionali metodi utilizzati nell’ambito della Teoria Classica dei Test (TCT). Rispetto a questa, infatti, l’IRT permette una serie di vantaggi quali uno scaling centrato sia sul soggetto che risponde sia sull’item e sulle sue proprietà psicometriche, un approccio alla misurazione di tipo probabilistico, una concezione di attendibilità in termini di capacità informativa dello strumento che varia per i diversi livelli di tratto misurati.

Il software Nvivo: corso base 

 

Andrea GUTIÉRREZ GARCÍA, Universidad Pontificia de Salamanca

 

Edizione I: 7 Giugno 2018

This seminar provided a comprehensive overview of NVivo, a software that supports qualitative and mixed method. It was an opportunity for participants to understand the programme and how it can be used throughout a research project, also practicing with their own data.

Goals: Know the basic operation of the program for the analysis of qualitative data, so that people who participate in the course can use it as tool that helps them with the systematization and analysis of their qualitative research projects. For this, we presented all the possibilities to carry out the research tasks, offered by Nvivo software (version 11): collection of material and data, transcription, analysis and interpretation of information obtained from texts, conversations, interviews, images, audio-visual recordings and social networks and web; and different ways of visualization of the results.

Il software Mplus: corso base

 

Angela SORGENTE, Università Cattolica del Sacro Cuore

 

Edizione I: 11 Maggio 2018

Edizione II: 12 Aprile 2019

Il seminario intende proporre una introduzione al software Mplus (Muthén & Muthén, 1998-2017) che gestisce sia analisi con variabili osservate che con variabili latenti. Nello specifico, è stato spiegato come preparare un file dati per Mplus, come scrivere la sintassi di Mplus, come interpretare l'output e come utilizzare e/o risolvere i messaggi di errore che spesso appaiano nell'output di Mplus. I modelli che sono stati eseguiti durante il corso saranno modelli di regressione (multipla e path analysis) e l'analisi fattoriale confermativa.

Oltre p<.05: statistiche migliori per inferenze migliori

 

Massimilano PASTORE, Università di Padova

 

Edizione I: 22 Marzo 2018

Negli ultimi anni si è acceso un dibattito molto intenso sul ruolo della statistica nelle scienze applicate. In particolare, questo dibattito ha coinvolto la psicologia a causa della scarsa riproducibilità dei risultati e dell'utilizzo poco aggiornato e poco consapevole della statistica. In questo seminario sono state presentate le basi dell'approccio frequentista (a cui si rifà lo schema operativo noto come Null Hypothesis Significance Testing, NHST) ed i fraintendimenti che hanno portato ad errate interpretazioni e, di conseguenza, inferenze poco affidabili e scarsamente replicabili. Inoltre, si è posta l'attenzione su approcci alternativi ormai facilmente accessibili con i vari software statistici disponibili.

Con alcuni esempi si è visto come sia possibile un utilizzo più consapevole e ragionato della statistica da cui ricavare più informazioni ed inferenze di maggiore qualità.

Modelli di invarianza di misurazione nell'ambito dei modelli di equazione strutturali per indicatori metrici e ordinali con applicazioni in Mplus

 

Carlo CHIORRI, Università di Genova 

 

Edizione I: 5 Ottobre 2018

I confronti che comunemente si eseguono fra i punteggi medi a un test di gruppi indipendenti di partecipanti sono validi solo nella misura in cui il test misura gli stessi costrutti nello stesso modo in tutti i gruppi, ossia, il test possiede invarianza di misurazione. Questa assunzione tuttavia non è necessariamente sempre confermata, per cui può capitare che gli item siano gli stessi, ma la struttura fattoriale del test cambi in funzione del gruppo a cui viene somministrato. Occorre quindi valutare se le differenze medie basate sui costrutti latenti sono riflesse in ognuno dei singoli item utilizzati per misurarli. In questo seminario sono stati dapprima introdotti gli aspetti teorici dell'indagine sull'invarianza di misurazione di un test psicologico e successivamente mostrate le applicazioni in Mplus nel contesto dei modelli di equazioni strutturali per indicatori metrici e ordinali.